| Eccomi
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| sabato, 27 settembre 2008 Thulcky ♪ commenti (1) pensate positivo. Sentite intensamente in voi il sentimento e l'emozione che volete si manifesti nella vostra vita. Non dialogate con la testa giungendo a conclusioni che sembrano razionali. Siate folli piuttosto. Non guardate le circostanze di oggi. Non dimenticate mai che siamo energia senza forma e granelli di un universo che è in noi. Il nosto potenziale è infinito. Non limitate i vostri sogni. Determinate voi, ogni giorno, che sia una giornata meravigliosa. Stendetevi sull'erba e ascoltate oltre la soglia udibile, il richiamo dell'infinito. Sentitelo dentro di voi e il sogno apparirà nello schermo della vostra vita.
in ?quotidiane maree? giovedì, 18 settembre 2008 Thulcky ♪ commenti (4) la mistica legge.. la mia mente sta scavando per scoprirsi. Per portare alla luce la vena madre. Quando ho un desiderio intenso, la mia mente gli da forma, come sempre, in modo veloce. Tanto più forte è il desiderio, quanto più veloce è la sua materializzazione. Anche ieri ho desiderato, con forza ardente e la persona , il giorno stesso si è materializzata da una fotografia. Ma ci sono campi della vita in cui quel desiderio è sepolto, sporcato da paure, esperienze, energie che si disperdono e nella notte di un'anima razionale impaurita, non prendono forma. Non smetto, seppure con sforzo estremo, di lottare per affinare quell'arma. Perchè diventi penetrante anche dove pensa di essere arma giocattolo.
nella bocca di una grotta, mi sembra di vederla la mia mente. Il suo lambire processi soliti. Arrivare nelle grotte, nei canyon, nella natura più remota. Vedere scogliere, posti immoti. Stare vicino all'estremo: fiumi che esondano, persone che si vogliono suicidare, tornado scampati per un pelo..Cose che i più vedono solo di rado e per me diventano posti in cui vivere o lavorare... Non smetto, seppure con sforzo estremo, di affinare quell'arma. Per cambiare il riflesso della mia mente all'esterno e non vederlo più nei volti depressi di Sassari, nell'animo poco combattivo di una cittadina colonizzata, imbastardita, poco riottosa. Non vederlo nel comportamento dei cittadini imborghesiti e asserviti al padrone. Non vederlo più e non sentirlo più nell parole di chi non sa di essere discendente di un popolo antico e guerriero, che ha dimenticato in costa chi era e ha smesso di parlare. E si è sottomesso, coi lacci del potere alla fune del limite. in ?quotidiane maree? giovedì, 04 settembre 2008 Thulcky ♪ commenti (5)
bene. Si riparte a vele spiegate per disegnare con la mente il passo successivo. Metabolizzati alcuni miei sbagli, dovuti all'accettazione delle circostanze, più che alla determinazione di creare realmente ciò che volevo, riparto più determinata di prima. Mentre esco in macchina per andare a lavorare, mi ricompare la spia dell'olio che avevo dimenticato. Non c'è l'ombra di un distributore aperto. Io non ho olio e devo fare circa 90 chilometri. Situazione apparentemente senza soluzione. Nam myo ho renge kyo. Recito e con la mente sfido la Legge. Giro l'angolo e si materializza sorridente mio fratello. "Bagassa" di shoten zenjin direbbero ad Alghero. Lui è lì davanti a me, sorridente, disponibile e affianco a se ha la macchina con dentro un bel litrozzo di olio. Ma guarda che casualità. Doveva andare a Cagliari, ma s'è fermato proprio lì un momento. La spia si spegne e io sfreccio a lavoro. Il lavoro è ovviamente quello che mi son creata io con la testa. Volevo quella paga, quel tipo di lavoro, il mare davanti a me e la natura attorno. E l'ho avuto. Ora si riparte e guai a chi mi rompe.. Nam myo ho renge kyo in ?quotidiane maree? venerdì, 15 agosto 2008 Thulcky ♪ commenti (5) a distanza di centinaia di metri, in una stessa città, si svolgono vite così differenti. Nei quartieri più poveri, come in un Bronx americano, si forgia il carattere a suon di combattimenti e collera. Mi ricorda la mia vita densa in territorio barbaro, la collera spiattellata in faccia con orgoglio, la voglia di parlare e raccontare ai piedi del monte. Mi sembrava di essere così a casa, la mia vena che fluisce bene bene, come linguaggio imparato in tempi lontani. In un baleno, cambio pensiero e cambia attorno la vita. Mi sento stimolata da ciò che non avevo ancora visto in una realtà per me così normale. Dalle barche scendono turisti colmi di tatuaggi..anche la cosa più normale può diventare ovvia..anche nella cosa più ovvia si può scoprire la vena d'oro... in ?quotidiane maree? lunedì, 21 aprile 2008 Thulcky ♪ commenti (7) come si fa a capire qual è la persona giusta? quando amare è giusto e quando è stolto? quando è sincero amore e quando è un'infatuazione? conta qualcosa la sensazione che le parole scivolino giù giù come spade di rosa? conta qualcosa che si preghi per qualcuno e che si pianga? cosa conta e cosa è importante? quali sono le istruzioni per l'uso del sentimento? in ?quotidiane maree? mercoledì, 09 gennaio 2008 Thulcky ♪ commenti (2) ed è arrivato pure Gennaio. Mannaggia. I fogli del calendario sembrano cadere via dalla parete con la fugacità d'una foglia che si stacca dall'albero in pieno autunno quando fa pioggia e tira maestrale forte da seccarti pure i capelli in testa. Sassari sembra un parco giochi per bambini coi giochi vecchi vetusti e i bimbi cresciutelli ormai annoiati buttati su una panchina. Se solo potessero toccare o vedere il mare quei bimbi cresciuti o almeno i monti..gli verrebbe la vitalità d'un vecchio pazzo che corre nudo per strada. Si trovano a sognare di monti, foreste e un mondo lontano di fonti e culti dell'acqua dove la parola Stato non era ancora entrata e nemmeno nei dizionari l'avevano voluta. Anzi i grammatici le avevano chiesto se lei, parola rappresentante di concetto, era uno scherzo di natura. Lei che s'era proposta in modo serio aveva detto di chiamarsi Stato e di essere cosa buona e giusta. Ma loro, l'avevano vista: bellissima e vuota come una donna rifatta e senza carattere e le avevano riso in faccia. Perchè allora la gente era saggia, semplice e senza pensieri di troppo. Proposta rigettata. Invece i bambini erano al parco giochi. L'altalena sopra la ghiaietta del parco cigolava. Uno stridolio sordo che infastidiva i bimbi. Ma solo perchè volevano la scusa concreta. Poco distante c'era la ferrovia. Un andare e venire di pochi pendolari. Indisturbata quotidianità di posti senza elementi. E allora quei bimbi progettano la fuga. Perchè loro a crescere da italiani burdi non ci stanno. E così a me. 'Sto Gennaio appena arrivato mi si inchina come una Galana e mentre lo fa Febbraio sgomita col suo passo tondo e poi "su dillu" di Marzo... Almeno danzo questa eterna filastrocca e mentre intreccio i passi del ballo tondo coi miei compagni di sventura, penso sempre a cosa eravamo e a tutto quello che abbiamo perso per strada e che voglio sforzarmi di riconquistare. Che testardi bisogna essere per non dimenticare... in ?quotidiane maree? venerdì, 01 settembre 2006 Thulcky ♪ commenti (2) i tempi in cui sono stata felice ero un dio che attingeva alla propria sorgente. Ho sfidato il sicuro e ho affrontato la sorte, ho immerso in lei ampie mani. Siamo usciti dall'utero e ci siamo riannegati ebbri. Saziandoci, consci della sua bellezza. Voglio risalire e bere alla sorgente del karma. Saziarmi di noumeno, squarciare il velo di maia e guardarti in faccia. Prendere quel foglio. Girate le facciate: due apparenze, una sola essenza. Riuscirai a dirmi la verità, se avrò il coraggio di guardarmi l'anima? è possibile salvarsi solo essendo sè stessi. in ?quotidiane maree? martedì, 29 agosto 2006 Thulcky ♪ commenti (3) "In tutte le cose la pazienza è la chiave della vittoria. Coloro che non resistono non possono sperare di vincere. La vittoria finale appartiene a chi sa aspettare." Daisaku Ikeda Oggi abbiamo fatto shakubuku alla nuova arrivata. Mia amica da 6 anni e mai conosciuta bene come oggi. E' incredibile la quantità di nostri giudizi arbitrari, le convinzioni, i modi di vedere che si sgretolano in un attimo. Una giornata grigia scandita da un umore pessimo. Il mio difetto principale. Sempre lui: non so aspettare. I miei tempi non sono quelli del mio ambiente. I tempi di una terra dai ritmi dolci e melliflui, come le onde di un mare oleoso che si addormenta al tramonto. La mia amica Francesca e poi un incontro. Scende dalla macchina un uomo da un passato remoto. Non si potrebbe avere più passato di lui nella mia vita. Com'è appesantito, invecchiato. Gli occhi chiari che aveva anche mia nonna, i modi affabili, lontani. Quegli occhi gli sono quasi rimasti incastonati nel volto, ma appaiono lontani..non sono più baluginanti come un tempo. Strano averlo incontrato sulla via di un altro pezzo del mio passato: quello musicale. Quel modo di scherzare sempre immutato, che cela però qualcosa...forse solitudine. E' mio zio. Mio cugino è onnipresente in lui, come sempre, ma ora è in Scozia già da anni a inseguire quel sogno che l'ha sempre perseguitato. E il padre sembra perseguitato dai ricordi di quei tempi che ogni angolo di questa città continua a suggerirgli. Mi manca e manca molto anche alla forza di quell'uomo che non riesce a celare la malinconia. Ricordo sempre i lunghi capelli neri, il fisico perfetto, i tatuaggi, gli orecchini ovunque, la sua bellezza e gli sguardi che lo seguivano ammaliati e curiosi in una città tanto provinciale. E' strano, come anche la giornata pù stupida possa acquisire senso. in ?quotidiane maree? venerdì, 25 agosto 2006 Thulcky ♪ commenti (4)
Tra discussioni deliranti e imperiose sulla "Sassari", Stochino, l'indipendentismo, la falsità di tutti i valori politici. La politica come diffuso raggiungimento di una poltrona mediante sfruttamento di idee. Non credere in nulla per il proprio interesse. La patria italiana sopra ogni cosa (questa è davvero da camicia di forza). La difesa. L'uomo abile alle armi è avvantaggiato. I valorosi corregionali durante la prima guerra mondiale...e qui anzi che incazzarci che ci han mandato tutte queste ultime ruote del carro a morire come carne da macello, ancora crediamo di essere muniti di quello spirito e quel sangue valorosi che ebbero i nostri avi, dotati di tanto valore che gli valse il privilegio di esser mandati a morire a migliaia sotto il fuoco degli armatissimi austriaci...e i nostri avi...in leppa! Ma chi sono gli idealisti rimasti? sono idealiste solo le masse che credono nell'onore? l'onore è qualcosa che mi conferisce l'ambiente esterno o me lo guadagno davanti allo specchio? e cosa è rimasto invece a coloro che hanno cessato di credere? Certo credo in una sola patria. Si trova in una regione geografica tracciata dal sogno delle radici. Il resto è chiacchiera e delirio d'onnipotenza. A chi importa dove tira il mondo dei cosidetti forti?...a chi importa asservirsi per raggiungere le mete standardizzate... La felicità è individuale e per fortuna ci sono cose che non sanno mentire. (Nella foto palio di Orgosolo: al galoppatoio) in ?quotidiane maree? mercoledì, 09 agosto 2006 Thulcky ♪ commenti (2) Ok ho capito. Ho capito qual è il mio karma. Qual è quella regola di funzionamento interna che mi trascino e che fa suonare le melodie come dei dischi rotti che si inceppano sempre sullo stesso punto. La vita è nelle nostre mani, certo io credo esista qualcosa di molto più grande di noi che non chiamo dio, ma che trascende le nostre vite, la nostra percezione e tutte le limitate spiegazioni che ci possiamo dare. Ma la vita rimane pur sempre nelle nostre mani. Il mio karma è forse questa mente critica da filosofa ancora non impazzita :-), la tenacia che mi fa lottare anche contro il vento e la sensibilità che costringe il mio chackra del cuore a essere sempre sbilanciato. Non so cosa sia l'illuminazione perfetta di un buddista, ma la mia consapevolezza è arrivata. Sensibilità, criticismo e tenacia non saranno più incanalati nell'attesa. in ?quotidiane maree? | About me
Io Amo
Sogni... Io Vorrei vorrei sempre vivere con la forza del tuono nel silenzio, la passione del sole nel mare Note dell'Anima I miei pensieri Amici i links dei tuoi amici Commenti JonniLogan in Archivio assurdità I miei Sentieri
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