| Eccomi
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| sabato, 08 novembre 2008 Thulcky ♪ commenti (1) Sesso, bottarga & rock'n'roll. Come resistere a questo misto di sacro e profano, serio e faceto, progresso e tradizione? ed è proprio questo mix che avvinghia noi dalla nascita e ci tormenta tutta la vita, anche a coloro che scappano al richiamo pur sentedolo o a coloro che si fanno sordi. Esco dalla porta di questa fredda Dublino e mi incammino. E' una giornata stranamente calda, ma sempre un pò grigia e lugubre sui volti del nordici irlandesi. Penso che un tempo, agli anni in cui il consumismo non si era impossessato di loro in questo modo, questi nordici dal volto bianco e dal capello vispo, fossero proprio vivaci e gioviali. Ora li si vede ridere e scherzare per lo più al pub, ma per strada, il loro corpo è preda della fretta, dell'impegno, del poco tempo e i loro occhi non si alzano che di rado a contemplare il passante. Va bo insomma..mi incammino in cerca di un caffè. Un costosissimo espresso. Dopo il ponte, oltre la chiesa davanti a casa, arrivo a una brasserie chiamata "Il Valentino". Il nome di richiamo italiano mi fa sperare in un buon caffè. All'interno trovo un barista dall'aspetto familiare. Scuro, non troppo alto, serio, ma garbato. Ordino il mio caffè e quando lo sento parlare capisco molto di più.. Il caffè è ottimo, così la sua chiacchiera seria. Sento dentro una sensazione profonda, che riconosco. Prendo anche due paste da portare via, tanto perchè il dolce non mi piace. E lui non mi fa pagare niente. Il modo di fare, di offrire, non è mutato. Linguaggio ancestrale di chi si riconosce a lontane latitudini. Mi dice che lui forse se ne andrà in Scozia, lì c'è maggiore offerta di lavoro. In un intrico di carenza e confusione, anche se vuoi sfuggirgli, te lo porti sempre dentro: sesso, bottarga & rock'n'roll. lunedì, 25 agosto 2008 Thulcky ♪ commenti (7) l'isola è invasa da frotte di turisti vocianti e imbestialiti. Il turismo d'agosto è per la famigliola media, a volte infelice, che a volte s'illude di fare una vacanza con le persone giuste: la famiglia!!! Quest'isola diventa terra amorfa, di scrutatori attenti e insoddisfatti, attenti al dettaglio, al capello storto, al pelo nell'uovo. Li vedo sbarcare dal battello con lente d'ingrandimento e cappelletto di Sherlock..vai! righiamo dritto che ci osservano duroooooooooooooooo!!!!!!! martedì, 10 giugno 2008 Thulcky ♪ commenti (7)
I have a dream: INDIPENDENTZIA!!! i kENZE nEKE CANTANO IL SOGNO DI UN'ISOLA martedì, 25 marzo 2008 Thulcky ♪ commenti (4) non so..oggi mi ricordo com'ero anni fa. Mi chiedo cosa fa brillare gli occhi d'una persona, cosa la fa emozionare e sentire viva. Ricordo la mia vita passata come folate di maestrale. D'un tratto le cose belle le ho ricordate come il profumo del rosmarino e il suono della risacca, il calore del sole in primavera, la mia terra all'orizzonte su una aereo dall'estero. Ho ricordato emozioni che non mi sembra più di poter descrivere e speranze che la ragione a volte spazza via. La sicurezza del sentimento che scalza l'aggressiva durezza, il mare che sospinto da un'onda smuove piccoli granelli nel lento rifluire. E' un Daimoku forte e vigoroso, che si spande come la mia voce. La mostra arriva e poi cela dietro il suo sipario qualcosa..io voglio sapere cosa. venerdì, 11 gennaio 2008 Thulcky ♪ commenti (6) oggi, l'indomani della "manifestazione" politica contro i rifiuti, infuriano i servizi in televisione. Strumentalizzazione a go-go di questa povera terra. Chi la usa come mondezzaio, chi invece si proclama difensore di madre terra e allora via che impazzano le immagini dei pestaggi avvenuti al porto di Cagliari. Un manipolo di politicanti che utilizza la buona fede di qualche ragazzino o che si fa superficialmente "pestare". I giornali che montano le notizie e allora loro appaiono agli occhi dei giornalisti come "malamente pesti" o ingabbiati nei cellulari della polizia per resistenza a pubblico ufficiale. Pili (antagonista al trono di Soru) dice di essere stato aggredita con una testata al naso (ho paura però che non sia vero!), mentre un paladino della giustizia di un movimento indipendentista si fa ingabbiare nella macchina della polizia e poi scappa rompendo il vetro. Mi corico dalle risate e penso che di Graziano Mesina ce n'è solo uno e questa è solo strumentalizzazione politica della nostra povera isola che tanti sardi amano davvero.
Ma chi è il mongolo che ha inventato la politica??? giovedì, 10 gennaio 2008 Thulcky ♪ commenti (9) visto che questo blog rappresenta la mia terra, se ne avete voglia buttate qui la vostra mondezza, scaccolatevi mentre postate o scrivete parolacce. A ognuno le proprie responsabilità
Firmatelo!!!! http://www.petitiononline.com/sardegna/petition.html mercoledì, 12 dicembre 2007 Thulcky ♪ commenti (9) bellissimo! 10 euro a chi indovina dov'è girato il video giovedì, 01 febbraio 2007 Thulcky ♪ commenti (1) oggi è la mia giornata dedicata alle donne sarde più importanti. Leggendo le vicende della Giudichessa Eleonora d'Arborea, pur avvolte nel mito, ripercorro le vicende di queste donne dal pugno di ferro. Difficile emergere come donne, soprattutto in tempi lontani, ma la loro determinazione ricorda sempre come sia possibile tutto alla forza di chi desidera. Lei, Eleonora, moglie di Brancaleone Doria, acerrimo nemico del padre Mariano IV, colei che porterà al vertice la breve unificazione del regno sardo autonomo. Lei, che colpita dalla morte del fratello Ugone III, passò alla storia per destino...inasprendo le pene per chi si macchiava dello stesso delitto inferto al fratello e alla nipotina. Dando alla Sardegna la rimaneggiata Carta De Logu, dando vita a quello che molti pensavano un sogno. Donna d'alti ideali che dovette lottare con strenua forza in un mondo di uomini, di roboanti battaglie con gli aragonesi che lei aveva visto fin da piccola, intrighi spietati oltre ogni calore umano, solo per la logica del potere. Ma il suo era un più alto ideale. Più alto perchè guidato dal cuore, da un desiderio tutto umano di perseguire l'opera del padre e affratellare tutti i sardi sotto un'unica bandiera. Poi, qui, a Nuoro, nella biblioteca Satta, circondata dagli arbusti massicci verdi e dai pinnacoli in granito del monte Ortobene, mi sovviene Grazia Deledda. Prima donna vincitrice del premio nobel. Nuorese doc, amante della cultura, lottatrice testarda per la sua passione letteraria. A lei non fu concesso lo studio come a molte donne dell'epoca e questa donnina solitaria, che in questa stessa cittadina ricercava la solitudine sotto un pino per scrivere romanzi profondi come pozzi di sentimenti, si fece spazio nel mondo letterario maschile col suo roboante titolo accademico: la quinta elementare! A me, a tutte le donne sarde e non, che con cuore profondo e mente determinata perseguono i loro scopi oltre la definizione di impossibile. sabato, 20 gennaio 2007 Thulcky ♪ commenti (3) in capitale di Colonia siamo rimasti in pochi. Qui il condizionatore d'aria pompa aria incondizionatamente, ma certo meno che altrove, poichè questo è l'unico posto, sotto questa cupola, dove è possibile vedere il cielo. Poco distante da qui, a una sola ora di aeromobile, non è rimasto che un suo ricordo. Lo spazio aereo è congestionato. Non è più solo la metropolitana il mezzo più veloce, ma la frontiera dell'aria è stata abbattuta. Qui siamo distanti. Distanti dal centro, dagli affari e dai pensieri di chi ci governa. Ogni mattina migriamo verso capitale di Colonia e cerchiamo. Cerchiamo anche qualcosa di piccolo, perchè le cose grandi le hanno già prese i cittadini della capitale, ma a noi basta l'essenziale. I cittadini vengono qui solo durante i 10 giorni di vacanze annuali. Ci invidiano il cielo, così terso, azzurro. Proprio come è possibile vederlo ancora nelle foto di 200 anni fa. Lo fotografano, lo ammirano, ci chiedono informazioni sul suo colore e su come cambi d'inverno e al tramonto. Alcuni, venuti davvero da lontano, persino piangono. E noi, dimenticati eoni dal progresso, ci sentiamo abbandonati alla sorte. In capitale tutto accade, ma noi non siamo lambiti dalle sue decisioni. Abbiamo sempre vissuto dal controllo del cielo e dalle risorse dell'aria pulita e ora lo vogliono dare in appalto alle multinazionali aeree. Ci stiamo ribellando a questo. Non solo perchè il cielo ci nutre, ma perchè ci appartiene come un genitore. Alcuni non capiscono. Loro pensano che il nostro sia uno stupido sentimentalismo ignorante, che sia da stupidi rifiutare la gestione della multinazionale che creerà lavoro. Ma noi abbiamo capito da secoli che i soldi non ci faranno felici. Soprattutto se diventeremo impiegati servili di quei ministri sfruttatori dell'aria. E' da molto che lo sappiamo. Da quando il nostro cielo non fu costruito perchè lontano dai corsi d'acqua e difficile da imbrigliare. Così luì sfuggì alle strade e rimase pulito. E così rimanemmo noi. Senza lavoro nè considerazione, a guardare quel cielo e tramandarci oralmente le storie delle sue fate e delle sue furie e dei suoi demoni. Sotto la cupola lui splende brillante e noi pensiamo che la sua energia ci doni quella forza rude che ancora possediamo. Sprigionata da lontani recessi d'inconscio, non ancora domata dal giogo dell'utile. La sera ancora parliamo, giovani e vecchi. E molti in capitale non ricordano nemmeno cosa sia un vecchio. Al centro li hanno evacuati tutti. E' troppo frenetico camminare lì per un anziano e certi giovani a volte si spaventano a vedere la rarità delle grinze. Gli animali poi...alcuni non hanno mai visto animali allo stato selvaggio o cani che non siano sovrappeso e che sappiano correre. Altrove la gente langue. Non sa più cosa desidera. Bombardata di spot, aeromobili, industria del consumo che crea bisogni mai appagati. Perchè mai si appagherà l'animo di bisogni esterni... Ci sono concessi pochi aiuti dalla capitale, ma sappiamo che l'inverno è corto e d'estate torneranno a fotografare il cielo e a farsi raccontare storie di fame, coraggio e fate. Sono lontana lo so. A volte ci sentiamo abbandonati dalle menti che pensano e decidono. A volte ci sentiamo nulli, ma la mente s'è fatta appuntita e la penna s'è fatta spada. L'animo invece...quello è ribelle, ma docile alla semplicità della nostra vita.
venerdì, 22 dicembre 2006 Thulcky ♪ commenti (4) E' domenica pomeriggio. Io e il mio impavido amico Aldo ci addentriamo nelle campagne del nuorese alla volta di Orune. Il paese non dista che 22 chilometri da Nuoro, ma sembra di non arrivare mai...La strada è costellata di tante di quelle curve che scoraggerebbe chiunque. Sembra di incontrare disseminati ostacoli su ostacoli. E' come se l'impavido viaggiatore fosse messo sull'attenti: "vuoi davvero arrivare qui?" Intanto ci godiamo lo spettacolo: una distesa di lecci da sughero a perdita d'occhio in una piana magnifica e umida, verde, dispersa, dove non c'è traccia d'essere umano. Il paese sembra vicino finalmente. Ce ne accorgiamo perchè un gregge di pecore ci blocca per strada e mentre riesco a far sgusciare la macchina tra la macchia ovina, vediamo il mitico cartello "Orune" stranamente sano. Ecco i nostri amici ed ecco che inizia la serata: noi "sos istranzos" veniamo praticamente rapiti fino a sera in un'orgia di giri alcolici cui è quasi impossibile sottrarsi. Non accettare le continue offerte di bevande, cibarie, porcetto e bicchierini di vino che escono anche da dietro i banconi di qualsiasi negoziante sarebbe ahimè un'offesa. Dalle 2.30 del pomeriggio riusciamo a tenere questo ritmo sorretti da nuovi personaggi che entrano nelle nostre conoscenze, da nuove domande, battute di spirito, risate a non finire. Veniamo portati per le case aperte e ci vengono illustrate le funzioni dei vecchi arnesi del mondo agro-pastorale. Esiste persino "s'stadera" in miniatura. Nient'altro che una vecchia bilancia manuale con cui i nostri avi riuscivano a pesare il "mudreccu" (cisto) per le loro sniffate. Sono ormai le 8 di sera e abbiamo tenuto questo il ritmo. Qualcuno inizia a sclerare davvero. C'è chi delira di presepi che parlano, di gatti che si sbronzano...siamo annebbiati, ma non è l'alcool, è più l'aria del posto. D'un tratto il nostro cicerone locale ci conduce fra una greffetta. Sono immersa nei pensieri deliranti. D'un tratto torno in me e connetto la spina. La persona che mi trovo davanti è Graziano Mesina. UUUUUUUps..salve! sono davanti al re del Supramonte, all'ultimo dei banditi veri, a uno degli ultimi veri "balentes". Graziano Mesina è così invecchiato... In immancabile vellutino, cosinzos e una collanona d'oro che mi ricorda qualcosa di vecchio e familiare... Lo ricordavo dalle vecchie riprese televisive, dalle foto sui giornali di un tempo...è proprio invecchiato e ha gli occhi dei presenti puntati addosso. I suoi li sorvolano e non si fermano su nessuno, nemmeno su una bella ragazza come me (meno male!). Non è passato molto da quando leggevo su di lui con passione. Libri, articoli...ne ero avida, mi affascinavano le vicende di questo bandito gentiluomo, di quest'uomo baciato dalla sfortuna e con l'animo nobile. Certo non gli è mancato nulla...quante cose potrebbe raccontarci. Evasioni rocambolesche, fughe per amore, lunghe latitanze in Supramonte. Quanto dev'essergli mancata la sua terra e quella libertà estrema nei suoi 40 anni di carcere...dio e c'è gente che ha fatto stragi... Deve ricordarla: la visione di un amico di sventura che muore sotto il fuoco durante una fuga e ancora più lontano l'assassinio per vendetta di un fratello e allora le sue mani assassine. Per non parlare poi di quella che io trovo la bravata più significativa: la devastazione della casa del suo vicino che gli aveva ammazzato il cane... Non so perchè, ma ho sempre capito l'irruenza del buono, la sventatezza, la follia a volte ingenua dell'animo acceso d'amore e d'affetto o dagli ideali. M'è più lontano l'odierno raziocinio dell'utile, il freddo calcolo dei modi, della vicinanza studiata alle persone, dell'educazione di facciata. Lui è uno degli ultimi, di coloro che preferirebbero picchiarsi a muso duro con un amico traditore, piuttosto che calcolare il potenziale danno della sua mancanza. Lui è uno degli ultimi banditi che s'intenerivano per le vittime e non infangavano un codice d'onore che era il sangue di quella società. Certo...la balentìa si paga cara.. Soprattutto quando si rivolge allo stato e quando lo spirito indomabile, rimane indomabile anche ai grossi. Tutto ciò mi passa per la testa in un lampo...e rimane non detto. Solo scolpito. Certe energie sono lontane a molti, ma di certo hanno attraversato tutti almeno una volta... | About me
Io Amo
Sogni... Io Vorrei vorrei sempre vivere con la forza del tuono nel silenzio, la passione del sole nel mare Note dell'Anima I miei pensieri Amici i links dei tuoi amici Commenti JonniLogan in Archivio assurdità I miei Sentieri
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