| Eccomi
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| lunedì, 29 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (11) " Qualunque fiore tu sia, quando verra´ il tuo tempo sboccerai.
in ?? sabato, 27 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (12) Guardatelo! : http://www.beppegrillo.it/2007/10/forza_paris.html
Apro i vari motiri di ricerca. La ricerca è: il lavoro in Sardegna. Il paesaggio è un acquitrinio stagnante
in cui si buttano esche succose per tirar su, forse se si è fortunati, un magro pesciolino in decomposizione. Call centre a go-go, assicuratori, qualche hostess congressuale, qualche barista, il
resto è stagno fermo. Confesso che il mio sogno non sta in quello stagno. Il mio sogno viene dalla vita precedente. Diverse stranezze m'hanno portato a credere che io fossi un solitario uomo di campagna poco avezzo a compagnia e parola. E ora quell'uomo è tornato coi capelli lunghi gli attributi femminili e lontano dai suoi antichi paesaggi. Sarebbe molto bello avere un'agriturismo..dire che ho sempre avuto questa strana vocazione, fin dalla scelta dei miei studi che subì un "leggero" dirottamento. Probabilmente fu una grande e lungimirante protezione dei miei. Perchè pare non vogliano lasciarci quella vocazione da pastori che siamo sempre stati. Allevatori prima, poi imprenditori agricoli e ora niente. Forse più niente. Questi giorni cercavo di capire che meccanismo si sia accanito su questa gente. Sono in tanti a protestare in lunghe file di trattori sulla 131. Non sono più i soliti pastori che rovesciano il latte quotato meno dell'acqua, ma sono quasi 25 mila famiglie. Ci pensate? almeno 100 mila persone che non sanno di che campare! Questa gente che aveva investito nelle proprie aziende, ora si trova a dover resituire non solo i finanziamenti, ma anche gli interessi di imprese, alcune nemmeno avviate a dovere! Sfuma il mio sogno, sempre più lontano. Forse perchè son donna, forse perchè son nata nel posto e nel momento sbagliato, forse perchè son stata saggia a non farmi accecare dalle proposte a pioggia per gli investimenti. Investimenti e finanziamenti inutili, senza senso, senza una mente, senza che a qualcuno davvero importasse di certi poveretti che cercano una via. E poi parlano dell'Africa. L'Africa è vicina. Chissà in cosa si dovranno convertire quelle 25 mila aziende, senza contare quelle che già fanno i salti mortali. In cosa si convertiranno? In gente che ruba? In bravate in cerca di attenzione su un notiziario televisivo? le recrudescenze che fecero scrivere libri d'opinione sulla criminalità e i suoi geni. Studi, conferenze e spedizioni di dottoroni illuminati. Insomma: una massa di soldi buttati da menti piene di arroganza e prive della saggezza per capire che la delinquenza non è un fattore genetico, ma ambientale. Forse stavamo meglio di vedetta tra le montagne a lavorare bronzo, rendere omaggio all'acqua e alla luna, scolpire pozzi sacri di basalto e commerciare i manufatti con chi ci andava bene. Per entrare in una comunità più ampia abbiamo perso radici, sicurezza e terreno sotto i piedi. Ricordo come fosse lontano un mondo nordico dove chi lavora veniva pagato con fiscalità ed esattezza, un mondo di meritocrazia e lavoro anche per i professori delle università..esseri umani comuni perdio, dotati di facoltà intellettiva e lavorativa al tempo stesso! Era un mondo grigio e piovoso, ma funzionava così bene che non mi pareva reale. Chissà un giorno non finiremo tutti a parlare americano, mangiare hamburger e patatine e trascorrere il tempo libero in un centro commerciale mettendoci la mano sul cuore e scattando sull'attenti all'alzabandiera delle stelle e strisce. in ?? sabato, 20 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (12) wow, wow, proprio in questi giorni ero assorbita dal discorso sulla tolleranza. In particolare quella su internet. Ora vengo a sapere che s'è deciso di tagliare i blog. Anche coloro che hanno una luce offuscata hanno diritto in quel momento di esprimere la loro oscurità, il loromalessere. Il pericolo non è l'oscurità in sè, ma la debolezza della luce. La luce emergerà col confronto, non con l'oppressione. E mi rendo conto io stessa di quanto sia difficile quello che dico. Linko il sito in cui firmare la petizione contro questa la legge. Poi emerge per un attimo la mia collera dominante e penso : cose da fare non ce ne sono altre? Mi viene in mente in particolare un dibattito politico che vidi anni fa. Era di una persona che si candidava alle regionali e disse citando San Paolo: "la politica è la più alta forma di carità". Sicuramente lo è: non perchè occorra una percentuale di altruismo superiore alla media di molti altri lavori, ma perchè a guadagnare tanto senza sporcarsi le mani e senza spaccarsi la schiena e avendo il diritto di dire la propria opinione come fosse in rappresentanza di un gran numero di persone, una buona dose di senso del servizio e della carità dovrebbe sgorgare innata, se non di dovere. per maggiori informazioni: http://www.beppegrillo.it/ in ?? giovedì, 18 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (6) In questi giorni mi sono seriamente adirata, come scrissi nel post precedente, per una mia idea che se pur civilmente espressa è stata censurata da un forum su Internet. Mi sono seriamente chiesta cosa sia la tolleranza. Mi sono resa conto che per me sia molto difficile tollerare chi non tollera. Insomma, riesco a non giudicare le persone, a non criticare con facilità, ma il mio lato positivo svanisce quando a non essere tollerata sono io. Quando ciò accade divento irascibile e collerica, penso che se fossi stata un uomo in alcuni momenti sarei arrivata alle mani e ciò non mi fa onore. Però riconosco una grandiosità estrema, una nobilissima e suprema forza in coloro che preservano la loro calma e che non si sentono minacciati da un temperamento intollerante. Ammiro tantissimo Gandhi e penso che la sua lotta non violenta sia stata una lotta di una forza interiore estrema.
La sua umanità era così in alto che tale energia non si esaurì mai nei mondi bassi e non sfociò mai in violenza. Penso anche al monaco Nichiren e alle sue lettere al focoso samurai Shijo Kingo. La virtù vera risiedeva nella sua fede, nella sua forza mentale inamovibile. Questa è la vera forza. Spero che onde di forza interiore e tolleranza si espandano da questo blog. Quando la nostra interiorità è forte, qualsiasi forza esterna, qualsiasi turbinio si agiti lì attorno, non intaccherà che la superficie. Spero di arrivare io personalmente a tutto ciò e che un giorno i valori di forza vera siano questi e non un corpo massiccio, una macchina potente e veloce, un'ideologia basata sull'oppressione e la forza fisica. Io faccio tutto questo per contrastare con tolleranza ciò che ho letto in quel sito che non voglio venga censurato.
"Per una ciotola d'acqua offri un buon pasto Ad un gentile benvenuto inchinati con ardore. Per una semplice monetina restituisci oro. Se la vita vuoi salva, non salvaguardarti. Così osserva le parole e le azioni del saggio. Ogni minimo favore ricompensa dieci volte. Ma i veri nobili sanno che tutti gli uomini sono uguali, e lietamente ricambiano col bene il male ricevuto." (da "La mia vita per la libertà" di M. K. Gandhi) in ?? martedì, 16 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (11) ho trovato un sito sul web di qualcuno che conosco.. dire che le sue idee mi disgustano è un complimento. Dire che leggere di minacce antisemite e razziali mi fa venire i brividi non rende vagamente. Dire che ho cercato di esprimere civilmente nel forum le mie opinioni e sono stata censurata e questo mi ha fatto incazzare ugualmente è anni luce lontano dal rendere... Ma sul web possono esistere queste cose? perchè c'è la censura? come si fa a tenere in così poco conto le idee altrui da volerle cancellare dalla faccia della terra per voler sentire solo quello che vuoi?Nel mio commento dicevo che identificarsi con ideologie che si ritengono "forti", non ci rende meno insicuri. Ma so che anch'io ho un animo focoso alla Shijo Kingo e non posso desiderare che il sito venga oscurato, perchè ragionerei coi loro stessi mezzi, solo all'opposto. Ma come si fa ad arrivare al cuore di certa gente con cui cerco di dialogare da anni?Ho contattato questa persona e gli ho detto che non volevo che il mio pensiero venisse censurato. Mi è stato risposto che è stato fatto perchè se mi avessero risposto sarei rimasta male..figuriamoci...il confronto civile è lontano anni luce. Viva la democrazia e come diceva Gandhi, dobbiamo essere l'ambiente che vogliamo. Allora amici io vi dico: mandatemi pure affanculo. Questo è uno spazio aperto. Godetene. Io non vi censurerò in ?? sabato, 13 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (5) WOOOO APPENA TORNATA DA TRETS. ARRIVIAMO A MARSIGLIA E POI SUBITO VIA COL VOLO PER ROMA. RAGGIUNGIAMO ROMA E DOPO VARI BANZAI GLI AMICI ROMANI E ABRUZZESI SALUTANO E SI DIRIGONO ALLE LORO CASE. NOI SARDI NON ABBIAMO ANCORA FINITO IL VIAGGIO. TUTTI SIAMO CARATTERIZZATI DA STATO VITALE ALTO. NOI DI SASSARI SFRECCIAMO PER NON PERDERE LA COINCIDENZA COL NOSTRO VOLO PER ALGHERO. CI PRECIPITIAMO AL CHECK IN, CI FANNO PASSARE E LO STEWARD CI DICE RAMMARICATO CHE IO E LE ALTRE DUE NON SAREMO VICINE IN AEREO. AL CHE IO RISPONDO : "EH..GIà NON MORIREMO!" E L'AMICA PIERINA QUANSI CONTEMPORANEAMENTE: "E MICA SIAMO GEMELLE!". LO STEWARD RIDE SOTTO I BAFFI E CI DICE DI CORRERE ALL'IMBARCO. L'AEREO STA PARTENDO. L'UNICA CHE CONSERVA LA SUA CALMA BUDDISTA è MARIA. IO E PIERINA ABBIAMO STATO VITALE ALTO E VOGLIA DI RIDERE E FARE CASINO. URLIAMO A MARIA DI CORRERE VIA VERSO L'IMBARCO. !AJò AJò!" GRIDO COME UNA PAZZA E MI SENTO SOLO IO. NOTO CHE TUTTI I PRESENTI SI GIRANO E A ME NON ME NE FREGA. MI FACCIO RIDERE DA SOLA. ARRIVIAMO AL CONTROLLO BAGAGLI. MALEDETTAMENTE SIAMO DI FRETTA E DOBBIAMO TOGLIERCI LE BORSE PER FARLE PASSARE SOTTO I RAGGI. PASSO IO PER PRIMA E MI SUONA L'AGGEGIO. VAFFANCULO! DICO IO A VOCI SENZA RICORDARMI CHE NON ESISTO SOLO IO. IL POLIZIOTTO MI GUARDA E DICE "ADDIRITTURA". AL CHE MI RICORDO CHE ESISTE ALTRA GENTE ATTORNO E GLI DICO : "E SIAM DI FRETTA, STIAM PER PERDERE L'AEREO, MA NON HO NIENTE CHE SUONA UFFA!". LA POLIZIOTTA MI DICE DI TOGLIERMI LA CINTURA METALLICA E INFATTI è PROPRIO QUELLA. IN FRETTA MI RIMETTO TUTTO ED è LA VOLTA DI PIERINA. LA MITICA PIERINA PASSA SOTTO I RAGGI MEZZO NUDA ED è CAPACE DI FARLI SQUILLARE. AL CHE PURE LEI SI METTE A SMADORNARE: "E MA CHE PALLE!" ORMAI LA CONOSCO E COMINCIO A TEMERLA. UNA PERSONA COME LEI QUANDO S'INCAZZA SMUOVE GENTE DALL'AFGHNISTAN E MI VIENE PAURA CHE PERDEREMO L'AEREO. "SIGNORA TOLGA LE SCARPE" LE DICE IL POLIZIOTTO "E CHE PALLE, OGNI VOLTA QUI è SEMPRE LA STESSA STORIA!" PIERINA è STIZZITA. BRUTTO SEGNO. OH NO.. IL POLIZIOTTO LE RIPETE DI TOGLIERSI LE SCARPE E PIERINA CHE NON VUOLE SOTTOPORSI AI CONTROLLI PERCHè SUPERIORE A TALE PRASSI. RIBADISCE: LEI HA FRETTA. AL CHE SI TOGLIE LE SCARPE FUORI DAI RAGGI E LE CONSEGNA AI POLIZIOTTI "VOLETE LE SCARPE? ECCOLE!"
COME SE QUELLI SE LE DOVESSERO RIVENDERE. iO SMADORNO MENTRE GUARDO LA SCENA. SUBENTRA UNA POLIZIOTTA. LA DURA. "SIGNORA, FORSE LEI NON HA CAPITO, DEVE TOGLIERE LE SCARPE, METTERLE NELLA CASSETTA E RIPASSARE SOTTO I RAGGI" PIERA LI GUARDA STORTO E RIPASSA SOTTO I RAGGI "FORZA..CONTENTI SIETE?" DOPO CHE HA PASSATO I RAGGI PIERA è LA VOLTA DI MARIA. CALMA COME UN PAPA. NON SI AMALGAMA A ME E PIERA, MA NON LA NOTO NEMMENO PERCHè SONO ASSORBITA DAL DELIRIO TRA PIERINA E IL POLIZIOTTO. PIERINA CONTINUA A DIRE CHE CERTI CONTROLLI SE LI POSSONO EVITARE PERCHè NOI ABBIAMO FRETTA. "E COSA PENSA CHE PERCHè LEI HA FRETTA NOI NON FACCIAMO I CONTROLLI?" IO PENSO CHE STE POLEMICHE CI STANNO FACENDO PERDER TEMPO, VOGLIO SCAPPARE VERSO L'AEREO E DICO A PIERINA E AL POLIZIOTTO "DAI BASTA CON LE POLEMICHE!" SI GIRANO DUE POLIZIOTTE CHE PROBABILMENTE SI ANNOIAVANO E MI DICONO IN ROMANACCIO "SIETE VOI CHE FATE LE POLEMICHE" ME LE GUARDO CON SUPERIORITà MISTA A ROTTURA DI PXZZW E GLI RISPONDO "MA CHI VI STA CERCANDO!" DICO A PIERINA E MARIA DI CORRERE VIA. MI GUARDANO E CI INTENDIAMO. I POLIZIOTTI ANCORA DICONO QUALCOSA. LI GUARDò E SORRIDO URLANDO "'FUCK OFF !!!!!!!!!!!" CORRIAMO VIA COME PAZZE. L'AEREO STA SCAPPANDO. LA MIA BOCCA SI APRE "NAM MYO HO RENGE KYO, NAM MY HO RENGE KYO", CERCHIAMO LA MALEDETTA USCITA. NON SI CAPISCE NIENTE. POSSIAMO SOLO CORRERE. NAM MYO HO RENGE KYO. ODDIO.. C'è ANCHE MARIA CHE SI STA PISCIANDO.. NAM MYO HO RENGE KYO..PIERA E MARIA MI SEGUONO E MI CHIEDONO DOVE STIAMO ANDANDO. PENSO CHE SONO PROPRIO IN BUONE MANI :-))) NAM MYO HO RENGE KYO VEDO L'USCITA. NAM MYO HO RENGE KYO! CORRETE GLI URLO. NAM MYO HO RENGE KYO..ECCO L'USCITA. L'IMBARCO è ANCORA APERTO! L'AEREO è Lì. NEL CORRIDOIO MARIA MI DICE CHE LA MIA AGGRESSIVITà L'HA SPAVENTATA. IO PENSO CHE CON LO STATO VITALE ALTO A VOLTE ESCE IL CARRETTIERE CHE C'è IN ME. MA QUANDO CI VUOLE CI VUOLE LE DICO. E MENTRE LEI CERCA DI FARMI RIFLETTERE IO E PIERA RIDIAMO SENZA SAPERE PERCHè. CAMMINIAMO E CI TROVIAMO MAGICAMENTE SEDUTE IN AEREO. CE L'ABBIAMO FATTA! PIERA DICE CHE NON AVEVA DUBBI. SIAMO AI PRIMISSIMI POSTI. VEDO LA CABINA DI PILOTAGGIO. MAI VISTA MEGLIO. L'AEREO è PIENO DI STRANIERI CHE VANNO AD ALGHERO E A DIVIDERE ME E PIERA C'è UN SIGNORE SARDO TUTTO ARCIGNO E SERIO. dICO A PIERA CHE SENTO PERSINO I PILOTI. GLI DICO "PIè QUESTI STANNO CHIEDENDOSI L'UNO ALL'ALTRO SE C'HANNO LA CARTINA DI QUESTA ROTTA!!! SIAMO IN BUONE MANI! AHAHA" PIERA COMINCIA A RIDERE COME UNA PAZZA. IL SIGNORE ARCIGNO è SEMPRE PIù SERIO. NOI CI GUARDIAMO E RIDIAMO ANCORA DI PIù. IL SIGNORE è QUASI A DISAGIO DELLA SUA SERIETà. PIERA GLI DICE UNA FRASE SCONNESSA COME MOLT ALTRE "NON SI PREOCCUPI, IO HO UNA CERTA ETà, è PER QUELLO CHE LEI SI PERMETTE DI SCHERZARE COSì CON ME CHE SON VECCHIA ! AHAH!" IL SIGNORE SERISSIMO NON RISPONDE. IO RIDO E POI MENTRE MI RIPRENDO LE DICO "PIè, MA CHE SENSO HA QUELLO CHE HAI DETTO?" TRA IL RISO E LE LACRIME CHE LE SCENDONO DAGLI OCCHI PIERA HA LA FORZA PER RISPONDERMI : "NON TI PREOCCUPARE, SI MUORE UNA VOLTA SOLA!"
E LI CAPISCO CHE E' STATO UN TRETS BELLISSIMO! in ?? lunedì, 08 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (6) Ormai è imminente, vado a Trets dopodomani mattina alle 5!!! I miei datori di lavoro mi hanno pagato tutto in tempo record senza alcun intervento della CGIL! Loro, che sono stati inseguiti per un anno dalla CGIL per il precedente ragazzo che li aveva denunciati prima di me! Non scordatevi di immaginare una vita meravigliosa e crederci. Senza che il dubbio si insinui. Vi posto un'esperienza di pratica molto bella. Non sono più “sempre il solito”di Vittorio Carta, Firenze
«Quando tutto culminò nell’agognata iniezione il mio malessere invece di svanire aumentò, mi veniva da vomitare: era terribile. La sera, recitando Daimoku, chiesi scusa alla mia vita».
Ho cominciato a fumare droghe leggere quando avevo quattordici anni. I miei genitori non volevano che uscissi la sera e chiudevano la porta a chiave; così mi toccava uscire dalla finestra sapendo che quando tornavo le avrei prese. Ma l’anno dopo mio padre morì e così la mia libertà non ebbe più freni. Mia madre era molto buona e dolce e dialogava con me nella speranza di riuscire a farmi capire quale fosse la strada giusta.
Qualche anno dopo iniziai ad assumere LSD con assiduità e a diciotto anni facevo uso di droghe pesanti di tutti i tipi: quella che preferivo era l’eroina. Per i giovani erano gli anni dei grandi viaggi e del vivere in comune. Dopo aver trascorso periodi più o meno lunghi tra Londra, Parigi e Amsterdam, partii per l’Oriente: Turchia, Persia, Afghanistan, India, Tailandia, Malesia e Hong Kong, ripercorrendo nell’ordine le fasi della produzione dell’eroina. Alla scoperta di nuovi luoghi, avventure, amici… situazioni. Ormai ero “partito” in tutti i sensi, anche se riuscivo a mantenere un comportamento e un aspetto abbastanza normale. Non avendo terminato gli studi ero senza una professione perciò mi mantenevo grazie ai viaggi. Acquistavo e riportavo tutto ciò che ritenevo bello: automobili, abbigliamento e oggettistica. Passavo più tempo all’estero che in Italia, soprattutto in Oriente, dove ci sono spiagge bianche, mari trasparenti… e tanta droga. Un bel giorno alcuni amici, involontariamente, fecero capire agli abitanti del posto che ero in possesso di eroina. Ebbi diversi guai: polizia, carcere e allontanamento. Non tornai più in quei posti da favola. Per evitare il peggio, dopo un anno di carcere, sono tornato a casa senza una lira e con una bella dipendenza dalla droga. Gli anni successivi sono trascorsi in strada, tra ambulatori pubblici per disintossicarmi, spacciatori, furti e galera. Tante esperienze negative, una realtà allucinante che chi non ha vissuto non può immaginare. La giornata tipo di un tossicodipendente inizia alla mattina presto perché ci si sveglia a causa dell’astinenza e tutto il tempo è occupato dalla ricerca dell’eroina. Per chi lavora basta trovare lo spacciatore, mentre gli altri devono inventarsi qualche cosa per rimediare i soldi. Le maniere sono tante: dal chiederli a qualcuno, al rubare o vendere ciò che si trova in casa dei genitori o che si possiede. Nella maggior parte dei casi si ruba e si rischia ogni giorno l’arresto. Poi, ad accrescere la sofferenza di questo girone infernale, c‘è anche la perdita di tanti amici, morti per overdose. Tanti anni passati in questa maniera ma con una grande voglia di tornare alla normalità, di dimostrare che «non sei sempre il solito», come mi ripeteva la mia adorata mamma, l’unica persona che mi è stata sempre vicina. Ormai a trentasette anni la mia vita disastrata mi sembrava normale, ero assuefatto a quello che vivevo, pensando che comunque c’era chi stava peggio di me. Ma un giorno incontrai Maria Paola, una vecchia amica, uscita dalla droga grazie a un’esperienza fatta per caso e che mi voleva far conoscere. Era felicissima che andassi con lei alla riunione buddista e la seguii, anche se una parte di me non ne aveva voglia. Non capii molto ma ero affascinato da qualcosa che più tardi avrei riconosciuto come “stato vitale alto” in grado di influenzare l’ambiente e perciò di mettermi a mio agio. Dal mattino successivo iniziai la mia pratica quotidiana: recitavo cinque minuti di Daimoku la mattina e cinque la sera, senza saltare mai, ad ogni costo, come mi avevano consigliato. Stavo meglio e sentivo che la mia vita entrava a ritmo con l’universo: mi trovavo nel posto giusto al momento giusto e con le persone giuste. Così continuai, imparando a praticare sempre meglio con l’aiuto di Maria Paola. Qualche tempo prima di incontrare la pratica avevo finito la solita cura di metadone ma non sarebbe bastata se davanti al Gohonzon non avessi deciso di rimanere lontano dalla droga e da tutte quelle situazioni che non volevo più vivere. Era inevitabile che il mio “demone preferito” mi mettesse alla prova. Accadde per ben tre volte ma alla fine vinsi e fu il mio primo grande beneficio. Un amico, incontrato per caso, mi propose di andarci a “fare” insieme perché aveva una buona situazione. Accettai ma tutta quella storia vissuta tante volte non mi piaceva, avevo paura che qualcosa andasse male e, quando la sera mi misi a recitare Daimoku, capii l’errore fatto e rafforzai la decisione di abbandonare quella strada. Dopo una ventina di giorni rincontrai la stessa persona e tutto si ripeté: provai ancora più paura ma, passate due ore, cedetti nuovamente. Però l’effetto dell’eroina non fu del tutto positivo e mi rimase la sensazione di angoscia provata nell’attesa dell’iniezione. Durante la recitazione della sera tutta quella tensione si sciolse, cominciai a stare bene e crebbe la determinazione di non farmi più coinvolgere. Cominciai a recitare più a lungo. L’ultima volta che vidi il mio amico ci mise un po’ di tempo a convincermi e anche quando accettai dentro di me sentivo un grosso conflitto: stavo ancora male, avrei voluto scappare ma qualcosa mi teneva lì. Quando tutto culminò nell’agognata iniezione il mio malessere invece di svanire aumentò, mi veniva da vomitare: era terribile. La sera, recitando Daimoku, chiesi scusa alla mia vita così sofferente e la forza che ci misi nel farlo fece sì che quel brutto episodio non accadesse più. Era incredibile. Da tanti anni non c’era niente che mi desse più piacere dell’eroina e poi, così di colpo, o comunque nel breve periodo di due mesi circa, avevo smesso di usarla e di pensarci. Dico breve perché dopo quasi vent’anni di dipendenza, di cui cinque passati in Tailandia, si è trattato di un lasso di tempo brevissimo. Passò un anno indimenticabile, ricco di tante cose belle: iniziava un cambiamento interno lento ma profondo. I miei amici erano colpiti da questa metamorfosi; sempre più spesso mi chiedevano cosa stessi facendo per essere così cambiato: e io parlavo loro della pratica. Erano sbigottiti ma dovevano credermi perché vedevano davanti a loro una persona rinata a nuova vita. Che un introverso come me riuscisse a comunicare con tanta sicurezza era impensabile, sia per loro che per me. Il mio stato vitale, l’energia positiva che emanavo influenzava il mio ambiente e veniva apprezzata. Un mese dopo, al ritorno dalle vacanze estive, il l6 ottobre l988, ricevetti il Gohonzon e realizzai il secondo grande beneficio: riprendere il lavoro di commercio con l’Inghilterra. Antiquariato di mobili e oggettistica, con tanto di camion e magazzini. Andava tutto benissimo fino a quando il mio socio non impazzì totalmente, mettendomi nei guai per una valanga di soldi. Non dormivo più, tutti mi cercavano e io ero terrorizzato. Bella sfida davanti al Gohonzon; passavo ore e ore a recitare Daimoku, perché non sapevo cosa fare per uscire da quella situazione che comportava debiti per centinaia di milioni. Recitavo come se fosse il mio ultimo giorno di vita ed ero deciso a vincere ad ogni costo. Molti mesi prima il mio socio mi aveva fatto chiedere un mutuo che non ci avevano concesso per cui non ci pensavo più. Inaspettatamente proprio quando occorreva la banca mi chiamò: avevano approvato quella vecchia domanda e mi erogarono il mutuo nel giro di pochi giorni. Grazie al Daimoku la mia buona fortuna era cresciuta al punto che non solo pagai tutti i debiti e ne potei uscire pulito ma mi rimase anche una BMW. Avevo perso un lavoro ma ne avevo imparato un altro, quello di restauratore di mobili, che mi portò a Firenze dove conobbi Sabrina, splendida. Ormai prossimo ai cinquant’anni, l’ultima cosa a cui pensavo era farmi una famiglia. Io che la vita l’avevo vissuta sempre con la mia compagna, mia madre, l’amica di una vita, nel bene e nel male. Vivevo questa storia molto bella con Sabrina, io a Roma e lei a Firenze; nella speranza di concretizzare l’unione lei cercava lavoro nella mia città ma niente. Ci pensò il Gohonzon a decidere dove si doveva stare. Lei rimase incinta di ben due bimbi ed io mi trasferii a Firenze. I gemelli dovevano nascere alla fine di gennaio; ma durante la notte del 23 dicembre si ruppero le acque e sono nati Riccardo e Tommaso; più di un mese di anticipo per avere la possibilità di festeggiare tutti e tre insieme il mio compleanno: bellissimo e bellissimi i miei piccoli Budda. Spesso andavo a Roma a trovare la mia amica del cuore, mia madre. Il mio scopo era che non rimanesse sola e, grazie al Gohonzon, così è stato: il mio posto è stato preso dalle mie sorelle che sono divorziate. Ormai novantenne, negli ultimi mesi il morbo di Alzheimer gli aveva fatto perdere memoria e coscienza; è morta a febbraio nel sonno, serena, e io, anche se triste, sono contento perché so che grazie alla mia pratica, tutti i Budda l’hanno accolta e gli hanno teso le braccia facendole sentire tutto il calore dell’universo. Rileggendo quest’esperienza, mi viene in mente un pensiero bellissimo: grazie al Gohonzon, in questi anni di pratica ho trasformato in “gioia” tutte le sofferenze che mia madre ha passato per causa mia. Perché – mi ero scordato di scriverlo – vedendo il mio grande cambiamento, anche mia madre aveva iniziato a praticare insieme a me. in ?? venerdì, 05 ottobre 2007 Thulcky ♪ commenti (7) ho deciso di essere un albero libero. Un albero con una grossa chioma e un fusto possente. Un leccio sempreverde che nemmeno una tempesta riesce a far tremare. In mezzo al turbinio degli elementi lui è stabile e certo. Quest'albero non ha nemmeno rami secchi. E' troppo fiero e bello per portare il loro carico o per sottrarre linfa al resto della pianta. Insomma..io, l'albero, oggi ho chiuso le origini di tutti i miei mali. Dopo cinque anni ho detto per sempre addio a una persona che gravitava da tanto attorno alla mia vita. Era un personaggio letterario in carne ed ossa. Ma ora so anche cos'è la realtà della vita, quali sono le sue regole e cos'è il karma. E' stata dura essere al di là dei giochi che ho imparato da questa persona. E' stato come dire addio a tutto il pezzo di karma che condivido con lui: l'eterno vagare, la testardaggine cieca, sorda e muta, gli spazi silenziosi e senza civiltà, l'accusa dell'esterno che non ci comprende. Un addio all'Inghilterra che tu rappresenti Jack, l'hip-hop che riesci non so come a rappresentare pur essendo un bianco vestito da nero. Addio al tuo fedele catenone da magnaccio, al tuo taglio di capelli da Barbagia forever, ai tuoi pantaloni strappati, a Bobonsky, alla montagna a picco sul mare della tua tarrazza, alla tua stanza da eterno ragazzo, a Eminem, ai Tiromancino, alle canne, alla profondità presente e mai detta, ai messaggi e alle telefonate sempre troppo tardi, sempre quando qualcuno di noi ha cambiato casa. Addio alla tua casa di Blackhorse Road e al nostro natale sulla moquette ad ascoltare le canzoni della nostra terra di cui entrambi siamo figli così fedeli, da piangere ricordando quel mare lontano che lì sembrava aver solo sognato. Addio alla tua ospitalità sacra e indiscutibile con chiunque, al nostro bacio su quella fottuta panchina di Manchester e a quel dark in gonnella di cui tanto abbiamo riso mentre ti trascinavi la valigia. Addio alle tue strane sorelle sardo londinesi che non vedevano in te oltre il loro naso. Saluti al tuo alternativo cognato nero e alla tua bellissima nipotina mulatta. Alla tua macchina da personaggio che solo tu potevi comprare, scorgendo in quel cimelio anni '70 una bellezza remota ai più. Addio alle mostre dai pittori, alle tue puntate nei negozi d'abbigliamento perchè tu, da sarto, dovevi cogliere la foggia sublime persino nelle magliette di H&M. Addio alle tue risate a voce grossa da denuncia per rumori molesti. Alle tue mani bellissime, ai tuoi occhi volutamente senza espressione, alla tua corazza fiammante con tatuaggio di cuore trafitto nella zona del bicipite sinistro dell'armatura. Oggi ti dico addio e con te saluto i miei viaggi all'estero in cerca di una copia di quell'amore inventato e
addio a quella ragazza che vedeva il mondo proiettando la sua interiorità. Addio agli studi e alla sublime purezza. Saluto la mia voglia incondizionata di aiutarti, perchè la tua rivoluzione umana la farà solo la tua volontà e non io. Saluto la tua incapacità di adirarti che era un tempo anche la mia... Ti manderò felicità con la mia energia. Lo so, son stata io a farti ristabilire dopo anni nella nostra isola, il nostro karma è legato, quindi so che ce la farai e forse, in un'altra vita, sarai in grado di non scappare più Jack. in ?? | About me
Io Amo
Sogni... Io Vorrei vorrei sempre vivere con la forza del tuono nel silenzio, la passione del sole nel mare Note dell'Anima I miei pensieri Amici i links dei tuoi amici Commenti JonniLogan in Archivio assurditĂ I miei Sentieri
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