Eccomi

venerdì, 28 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (6)

Meno undici. Ancora 11 giorni e sarò a Trets al centro culturale europeo, in Francia.

Wow..sarò in mezzo al niente, solo natura e la montagna di Saint Victoire di Cezanne. Vado a

disegnarmi un futuro su misura.

Cinque anni senza scrivere sono stati troppi. Il mutismo cartaceo mi ha ammorbato troppo a lungo senza

che me ne rendessi conto. Non glielo permetterò più. Vado a

immergermi nel nulla gravido di sogni, ad attingere alla sorgente dell'energia, a incontrare il mio pensiero

 puro. A guardarlo bene in faccia e sfasciargli i connotati per farglieli bellissimi. Deciderò anche i colori. Ci

metterò molto rosa, un pò di nero e viola, una forte tinta rossa di sottofondo e molto verde e blu smeraldo.

Tutto è nato dal pensiero. E' bellissimo pensare alla potenza di un atomo trasformarsi in energia pura e

terribile, ma quanto sembra irrazionale rinchiudere quella potenza in un atomo. E' bello pensare alla

velocità della luce, ma quanto sembra irragiungibile ai mezzi umani!

Io vado a spaccare l'atomo e raggiungere la luce. Ci vediamo al mio ritorno.



in ??

lunedì, 24 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (7)

Quando decisi di avvicinarmi al Buddismo, c'era una cosa che mi attraeva più di tutte ed era la magia della

così detta legge di Causa-Effetto. Non sapevo nulla di Buddismo, ma questa legge la conoscevo già.

L'avevo già provata sulla mia pelle, non per averla letta o studiata, ma per averla sentita agire nella mia

vita, pulsare, dettare regole di comportamento quando facevo errori che puntualmente dovevo pagare, per

aver visto lo strano gioco di "energie" che vanno e tornano e aver inuito che ciò che si da è ciò che si

riceve.

In ambito sentimentale questo mi era ovvio, mi incuteva una sorta di timore reverenziale il fare qualcosa di

"sbagliato" perchè era come se inconsciamente sentissi che sarebbe "tornato indietro".

Col Buddismo mi affascinò la scoperta che questa mia strana intuizione non era un giochetto subdolo

della mente, nè un'illusione, ma una mera verità codificata addirittura da una delle più grandi religioni che

 la chiamò Legge di causa ed effetto.

Oggi ho incontrato finalmente alla CGIL i miei datori di lavoro. L'estate è passata, l'incontro sospirato è

giunto. Sciocco dire che ho ottenuto subito una vittoria

schiacciante in pochissimo tempo e non solo... con mia grande sorpresa il gatto e la volpe hanno raccolto

 il frutto del loro seminato: il loro commercialista ha commesso un errore e la sottoscritta sarà pagata

addirittura per un mese in più rispetto a quanto effettivamente lavorato! Come dire: ognuno ha il

commercialista che merita.

Ringrazio la legge di causa effetto per aver accordato alla sottoscritta questo trattamento di favore, per

avermi protetto, per aver fatto figurare i due individui nella loro dimensione reale. Io dal canto mio ho

imparato che cosa sia l'apparenza e cosa la sostanza

Non è tutto oro ciò che luccica. Non basta la natura a fare l'arcadia e non basta il muso duro a fare l'uomo.

 



in ??

mercoledì, 19 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (6)

 

 

Incredibile. Questa canzone sarà sempre la descrizione di quell'attimo. La ascoltavo così tanto cinque anni fa, esattamente in questo periodo. Descriveva tutto così bene ed è incredibile che descriva tutto bene ancora oggi. Anche il lasso di tempo intercorso, quei cinque anni e tutto quello che un attimo evoca, nel rialzare la polvere sulle emozioni che ancora son là in fondo al mare dell'anima. Quel pranzo in riva al mare, quell'attimo, quelle barche ancora ferme in quel porto è descritto ancora dalla canzone.



in ??

domenica, 16 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (6)

ieri ero di nuovo là. Di nuovo in mezzo a quel Golfo, sulla cittadina distesa. I gommoni legati al porto. Rade le barche verso le grotte. Io e la mia amica a mangiare un panino sulla passeggiata che offriva vista sfacciata verso il mare.

Non ho mai visto qualcosa di così bello in tutto il mio peregrinare. Forse le magiche scogliere d'Irlanda potevano evocarmi qualcosa di simile e niente più. Dalla mia postazione nel tavolino del bar vedevo quella lunghissima insenatura che si protende fino a Baunei. Il mare m'offriva terreno per vagabondaggi infiniti. Proprio come allora. Mi son sentita tornare al punto di partenza. Cominciai a sognare proprio lì cinque anni fa. C'erano tutti gli elementi per un libro d'autore. La ragazza che sogna. Si libera da una gabbia e dischiude al mare i suoi sogni carichi dell'energia per diventare realtà. Lì s'è innamorata d'un uomo che non sembra in carne ed ossa. Un uomo che torna a frequenza ciclica e che la guarda senza troppo parlare. Come un'anima che sa tutto quando si fonde con la sua.

Passano gli anni. I suoi sogni, carichi di energia hanno preso forma. Torna su quella riva di mare. Lo guarda in modo diverso quel mare, ma non cambia la sua sensazione infinita alle viscere. Arriva anche quell'uomo. E' lì. Seduto affianco a lei che spara stronzate con la sua amica. Fanno a gara. Lui ha lo stesso charme di sempre, si fonde sempre bene alla sua energia, ha sempre lo stesso catenone da pazzo, la stessa forma anguillifera, la stessa corazza made in Barbagia.

Benedetto sia il mare e quel panino di melanzane che mi dava la scusa per star zitta. Benedetto il mio spirito sognatore, benedetta la porta della gabbia che un tempo s'aprì di scatto e sprigionò il mio essere.

Benedetta l'eroina del libro che non finì di sognare...



in ??

giovedì, 13 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (9)

Laggiù arriverà un altro inverno. Sempre uguale. Non passerà il nemico e nemmeno le sue idee. I monti li tratterranno come una perturbazione.

Arriverà un freddo pungente e anche la neve sulla cima del monte. A valle si accenderanno i camini e i riscaldamenti nelle case più nuove. Si allagherà "la voce" e inizierà la caccia tra velluto, porcetto e boria.

Le sere al bar diventeranno più lunghe e così quelle in casa senza eventi mondani. Il focolare vedrà le luci nei visi flettersi e ballare, progettare azione senza paura. Cos'è laggiù la paura? in un posto dove non è mai entrato piede nemico? dove non s'è mai persa considerazione di sè nè memoria, dove non ci si è mai ricreduti sul proprio valore...

Le foglie imbiondiranno anche in città. Nei condomini apriranno le finestre a mezzodì per svaporare il calore del termosifone. Gli studenti torneranno da scuola, chiederanno soldi per uscire o comprare, avranno paura dell'interrogazione.  Le sere impazzeranno nei locali notturni di pianura, i lampioni accesi, la neve non cade. Avremo civiltà e amore, amicizie rade e lontane, non importerà troppo essere perchè quest'anno andrà il lilla. Migreremo in continente a cercare fama e identità. Avremo paura di non essere all'altezza, torneremo poi stranamente nostalgici a cercare la madre, forse con un accento nuovo...

 



in ??

sabato, 08 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (11)

324

Questo disegno bellissimo...

mi ha colpito lo sguardo della donna...così annoiato, perso, nemmeno imbronciato, ma rassegnato, non più combattivo

frutto di quel paesaggio logoro, desolato, con una luce spenta, offuscata da dense nubi...

e ho pensato a me a passeggio per le vie di una città con quella stessa espressione dipinta in volto..così uguale..

ho pensato: un guerriero sconfitto realmente è quello che smette di combattere.



in ??

mercoledì, 05 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (5)

camminando per il corso, avvolta nel cappotto, sentiva l'autunno sferzarle sul viso.Il monte Bar. s'intravedeva fra i tetti. Ripido e senza vergogne. La vallata di Odd. sembrava sbellicarsi con quell'essere in pancia che minuscolo avanzava a passetti. I canyon, le valli, le cime dei monti, il bianco delle nubi sfilacciate, le macchie di verde aspro, il cielo pallido, le donne scure, le voci alte nei bar.

La donna camminava per il corso. Campagnole passavano, il campanile suonava, i visi sull'uscio dei bar a guardare s'istranza vestita di scuro. "Pompia..Pompia a s'istranza.." E su stimolo della tzilleraia anche l'uomo si girava, rivelando un innocente sguardo dai grandi occhi verdi. Ha la cara di nuorese, sicuramente non è di bidda..

In paese tutto era uguale, era cambiata solo la stagione e l'afflusso di turisti. Il resto era ciclico e identico mutare.

La donna avanzava fiera, ma con sguardo basso. Non aveva più alcun cappotto. Era uno scialle nero, ricamato sul capo. Ma in chiesa non ci sarebbe andata mai. Era solo per esibizione personale. E i pantaloni non c'erano più. Era una fardetta scura. Nera e plissettata. Era lei o il suo pensiero? 

Vagava per quei monti, poi per i vicoli assolati, poi per le spiagge deserte d'autunno, immemori dei turisti.

In mille capriole di pensieri niente era cambiato e la maledizione si ripeteva come allora...



in ??

sabato, 01 settembre 2007
Thulcky ♪ commenti (16)

per sdrammatizzare mi sto leggendo un libro intitolato "i sardi". Ieri leggendolo l'ho finita in lacrime a ridere...peccato abbia poca pazienza a trascriverlo, però alcune chicche me le devo scolpire sul blog...:-)

"Spuntino" è il termine eufemistico con cui in Barbagia si indica un'immane abbuffata di carne di porchetto e/o di capra o capretto, innaffiata da abbondante vino rosso Cannonau. Di solito gli spuntini iniziano intorno all'una del mattino e vanno avanti fino all'alba e oltre (a volte anche molto oltre). Vi partecipano in media non meno di ottanta invitati, tutti rigorosamente maschi. Le donne sono bandite. Si fa un gran fuoco e mentre alcuni, di solito i più anziani, si occupano di arrostire la carne, gli altri giocano a morra, affettano salsiccia, bevono e raccontano storielle comiche sui continentali.

Quando ci sono dei bambini (normalmente ammessi) a loro vengono date da rosicchiare le orecchie dei porchetti.

 

 

Regole di sopravvivenza del turista fra sardi

Se siete invitati al bar, accettate con virile entusiasmo ogni successivo "giro" di vino e liquore e insisitete per voler ricambiare.

Datevi ogni tanto una bella grattata in mezzo alle gambe e fate finta di togliervi un pò di cerume dalle orecchie col mignolo destro.

Salutate con un lieve cenno del capo le persone che saluteranno il vostro interlocutore o che si avvicineranno a voi per curiosità, anche se non lo conoscete.

Non cercate di essere MOLTO spiritosi. I simpaticoni non sono ben visti.

Non guardatevi mai intorno con aria impaurita. Ricordate: non dovete mai lasciar trasparire le vostre emozioni. Convincetevi di aver sempre la situazione sotto controllo.

 

Come si riconoscono i continentali all'aeroporto di Elmas? Sono quelli che danno da mangiare a boeing.

Perchè i sequestratori continentali vengono sempre scoperti? Perchè inseriscono l'ammontare dei riscatti nella dichiarazione dei redditi.

Perchè i continentali non sbucciano le banane prima di mangiarle? Perchè tanto sanno già cosa c'è dentro.

Sui sardi esistono tantissimi luoghi comuni che è bene sfatare.

Gli uomini sardi son tutti piccoli, neri, pelosi, ma discretamente dotati sul piano sessuale.

Falso. Gli uomini sardi sono MOLTO dotati sul piano sessuale

I nomi più diffusi in Sardegna sono Gavino ed Efisio.

Vero. Però sono diffusissimi anche Bachisio, Bainzu, Bobore, Jubanne, Cristobalu, Antioglu, Mundeddu e Franco

Le donne sarde hanno nomi stranissimi come Memmena, Domitillinedda, Pasqualba, Bisenta, Bonacattu, Bonedda o Bonarina.

Falso. Forse un tempo era così, ma oggi si chiamano tutte Esther, Jessica, Samantha, Jennifer

I sardi parlano un dialetto incomprensibile, dove tutte le parole finiscono con la "u"

Falso. Il sardo non è un dialetto, ma una nobile e antica lingua neolatina.

I sardi abitano dentro case di pietra chiamate nuraghi.

Falso. Da alcuni millenni anche in Sardegna si è diffusa la moderna architettura abitativa.

In Sardegna ci sono solo il mare e le bellezze paesaggisiche, ma non esistono monumenti artistici di rilievo e opere d'arte da vedere.

Falso. La Sardegna è ricchissima di monumenti e opere d'arte, solo che spesso non sono pubblicizzati a dovere.

Le donne sarde sono brutte, hanno i baffi e i peli superflui anche sotto i piedi.

Falso. In realtà le donne sarde sono generalmente molto belle, basta anche vedere i concorsi di bellezza dove si classificano sempre ai primi posti

to be continued...



in ?assurdità?

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