Eccomi

venerdì, 30 dicembre 2005
Thulcky ♪ commenti (4)

wow...ho riletto le mie parole scritte in questo periodo l'anno scorso:"bisogna tornare ad essere protagonisti, possibilmente col sorriso".

Mi stupisco, ora, di come sia facile cadere nelle parole di chi vorrebbe annullarci, fermarci, incatenarci vittima di una forza negativa usata contro di noi. Mi stupisco, perchè è grande la forza è il tesoro che abbiamo dentro e il percorso di certi comportamenti e di certe parole, non dovrebbe MAI poter essere così facile.

Con grande fatica in quest'anno appena trascorso mi sono tirata fuori dalla melma. Ho risondato il mio essere, mi son rialzata con gran forza da violente cadute. Anche di fede. Mi sono laureata, ho viaggiato all'estero, in Italia e in Sardegna in lungo e in largo, ma soprattutto, ho raccolto le azioni seminate. Questi ultimi giorni ho raccolto tanti gesti e parole di stima. Ho raccolto le mie convinzioni, ho trovato me stessa e la mia natura, i miei punti di forza.

La forza delle persone non sta nel non cadere mai, ma nel rialzarsi con le proprie mani, più forti di prima.

Buon 2006!!!



in ??

lunedì, 26 dicembre 2005
Thulcky ♪ commenti (2)

Uf..ragazzi che Natale. Ma che festa è? Ho due ipotesi cattive cattive:

1) serve a molti per lavarsi la coscienza

2) serve a molti come scusa per rimettersi in contatto con qualcuno con cui si vergognerebbero da matti di parlare se non esistesse la scusa del Natale che sta lì, va festeggiato, ti rende più buono senza volerlo e allora via che lo si usa...

Fatto sta che io dubitavo di sopravvivere ai colpi di scena di questi ultimi due giorni. Colpi di scena nemmeno desiderati, perchè per quelli desiderati devi attendere, attendere fin quando non li desidererai più. Allora arriveranno. Ma il Natale è il Natale. Io non ci credo, però visto che prima del Cristianesimo esisteva una festività che guarda caso coincideva quasi col Natale e cadeva in corrispondenza dell'inizio dell'inverno, forse gli elementi si scatenano davvero e l'energia riassesta vecchie dissonanze.

"Pugile vincente, ma segnato dai duri colpi ricevuti, rivivevi la tua strana avventura. Te ne sgravavi a brandelli. E nel corso del tuo racconto notturno, io ti scorgevo, in cammino, senza piccozza, senza corde, senza viveri, mentre scalavi valichi di quattromilacinquecento metri o avanzavi lungo pareti verticali, con piedi, ginocchia e mani sanguinanti, a quaranta gradi sotto zero. Svuotato a poco a poco di sangue, di forze, di ragione,procedevi con una cocciutaggine da formica, tornando sui tuoi passi per aggirare l'ostacolo, rimettendoti in piedi dopo i capitomboli, o risalendo le discese che portavano solo a un abisso, senza concederti, insomma, alcun riposo, poichè dal letto di neve non ti saresti rialzato.

Quando scivolavi infatti dovevi affrettarti a rimetterti in piedi, per non essere tramutato in pietra. Il freddo ti pietrificava d'istante in istante, e un attimo di riposo in più assaporato dopo una caduta ti costringeva a far funzionare muscoli inerti, per rialzarti.

Resistevi alle tentazioni. "Nella neve" mi dicesti, "si perde totalmente l'istinto di conservazione. Dopo due, tre, quattro giorni che si cammina, non si desidera più altro che il sonno. Lo desideravo. Ma mi dicevo: "mia moglie, se mi crede vivo, mi crede in cammino; i compagni mi credono in cammino; hanno fiducia in me, tutti quanti; e se non cammino sono un mascalzone."

E camminavi. E, con la punta del temperino. allargavi ogni giorno un pò di più lo sdrucio delle scarpe, affinchè i tuoi piedi, che gelavano e si gonfiavano, ci potessero stare."

Antoine de Saint-Exupery  "Terra degli uomini"  



in ??

sabato, 17 dicembre 2005
Thulcky ♪ commenti (6)

Ooooooo il clima natalizio!

quest'anno il mio Natale è insolito. Sto lavorando come promoter ed è interessante vedere il consumismo dall'altra parte.

Interessante: non sappiamo più nemmeno cosa regalare, perchè in realtà non ci manca nulla di materiale. E' interessante vedere la manipolazione dei consumi: la gente non compra ciò che serve, ma ciò che si reclamizza, ciò che da un'immagine positiva, anzi più fighetta. La maggior parte dei consumatori si catapultano sui telefonini, comprando quello più figo (ovviamente per apparenza e maggior quantità di funzioni inutili) perchè in realtà non esiste più nessuno che ne abbia bisogno, esiste solo quello che ancora ha il vecchio modello a frigorifero anche se molto funzionale (come la sottoscritta).

Se potessimo comprare un pò di felicità in più, penso che non passeremmo mai in un centro commerciale...pensandoci bene. Passeremmo a fare audizioni alla nostra coscienza. Non siamo abituati ad ascoltare ciò che viene da noi, ma dal giudizio esterno. La nostra coscienza chiederebbe scopi di vita, utilità, interessi. Tutte cose per cui non occorrono cinque minuti di spesa e tanto meno i consigli dei promoter.

Fra un pò parto in Irlanda. Questo mi spinge a sfruttare il tempo rimanente in modo intensivo. Esattamente come si dovrebbe fare nella vita. Sempre. Vedere le persone sfilarti davanti, vedere quanto vani siano gli attaccamenti alle cose vecchie, futili. Quando l'unico regalo è questo e non si può comprare.



in ?quotidiane maree?

lunedì, 05 dicembre 2005
Thulcky ♪ commenti (6)

Questa di oggi è un'escursione in un territorio completamente diverso, ma bellissimo. Siamo in Gallura (territorio del sassarese). Un trekking facile a circuito su un tracciato. Lasciato il Land nella piazzola del monte Limbara, noi e il cane (oggi siamo solo in sei) ci immergiamo nel circuito della punta più alta della Gallura e del nord Sardegna in generale.

Punta Giogantinu, clicca per ingrandirePiscine naturali del Limbara, clicca per ingrandire

E' difficile ricordarsi di essere in Sardegna, forse si può immaginare quello che la nostra isola doveva essere un tempo. Non certo oggi, spogliata del suo passato di vegetazione rigogliosa, deprivata delle sue risorse durante la costruzione delle ferrovie di stato. I nostri alberi oggi costituiscono le traversine delle ferrovie italiane.

 Qui lo scenario è completamente diverso dalla Barbagia. La vegetazione è costituita da conifere fittissime. Niente quercie, niente calcare, rari ginepri. Siamo circondati dalla nebbia. Di lì a poco comincia a nevicare e le sculture granitiche si ricoprono di bianco, mentre i ruscelli si colmano d'acqua. Siamo a 1300 metri e immaginiamo davanti a noi il mare, oggi invisibile... 

Verso la fine del circuito (14 km circa) mi sento il solito ginocchio spappolato. L'escursione è stata facile e non posso nemmeno allungare la gamba. Mi sa è davvero la fine: menisco a te ti porto dal medico.



in ??

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