Eccomi

martedì, 28 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti (2)

"Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.li.ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. "

ricordo fra le mura di quella piccola cella corporea e mentale, quando mi hai dato queste emozioni. Ti ricordo sotto il sole della piazzetta a ridosso del pino. Ti ricordo sonnolento la sera quando non osavi uscire dalla tua camera per paura. E di te ricordo l'insicurezza, l'immaturità, ma anche l'innocenza. Tu, mio amore letterario, irreale, impossibile ricordo, sogno di carne e ossa. Benchè la vita mi riserverà altre meraviglie o diventerà forse più prosaica e l'amore più tremendamente razionale, vorrei un giorno rincontrarti in quella dimensione. Là nel passato, dove l'esperienza non ci aveva indurito, dove abbiamo camminato sciocchi sotto la pioggia di una città grigia e straniera, senza chiederci un perchè, senza volerlo sapere. Jack.  Mio personaggio, mio sogno, anima mia, lascia che la bellezza di quei momenti accompagni sempre anche te. A coloro che non m'han fatto sognare, ma m'han ancorato a una subdola realtà dedico il titolo del post.



in ?sofismi?

sabato, 25 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti

Ieri la festa: fiera dell'intilità. Debbo avere la forza di sopravvivere alla mia stessa ingenuità. Mi meraviglio ancora di chi non ha rispetto per chi potrebbe soffrire, mi meraviglio ancora di chi s'accontenta di vivere così. Mi meraviglio ogni giorno che passa della mia ingenuità sopravvissuta a tante esperienza. Ma com'è possibile? mi ricorda di esser sempre preda di vecchie trappole, ma anche di bellissime emozioni. Un giorno ci sarà ancora chi vedrà un lago fra i miei occhi: il lago mellifluo che sta nel mio cuore.



in ?quotidiane maree?

mercoledì, 22 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti (4)

"Il pensiero è sempre immorale. L'essenza sua Ã¨ distruttiva. Se si pensa a una cosa la si uccide; nulla sopravvive alla riflessione"     

Holly Woodlawn!



in ??

domenica, 19 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti

Devo chiedere al mio intelletto perdono, perdono se ho pensato che potesse non dominare, non prender il sopravvento come sempre, non stare assopito in un angolo a guardare l'azione prender corpo. La mia mente è dittatrice, è lei che governa, l'ha sempre fatto, ma penso sempre di poterlo imbavagliare e farlo tacere. Non è così. Dovrei ricordalo più spesso...



in ?quotidiane maree?

mercoledì, 15 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti

President George W. Bush

BUSH: ANOTHER WORD FOR CUNT

Dio...siamo diventati ciechi e insensibili, guidati senza consapevolezza da leader insani: è una follia drogata. I mass media censurano, manipolano l'informazione. Noi, la parte ricca del mondo, noi i fortunati, noi che viviamo sul sangue, sulla sofferenza degli sfruttati, sulla morte d'innocenti, sulla disperazione altrui...

Perchè devono esistere queste sperequazioni? potremmo tutti sederci sulla tavola del mondo e mangiare insieme. Ce ne sarebbe per tutti. Ma qua si ripete solo la parabola del ricco e del pulone: chi muore d'opulenza avaro e geloso e chi invece s'acconterebbe riconoscente delle briciole raccolte da terra che il ricco preferirebbe spazzar via. Uccidere civili, innocenti, una nazione sovrana che non ha mai attaccato l'America solo per saccheggiarla delle sue risorse. che schifo. che schifo. Svegliamoci dal delirio. La guerra è una cosa atroce. Nessuna guerra è mai giusta.

Nessuna.



in ??

mercoledì, 15 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti

La corsa dell'autobus è già lenta, ma io voglio scendere grazie, cammino più svelta a piedi senza la mandria.

Son stufa, stufa. Mi sento solo circondata da avvoltoi, gente che sa prendere, prendere, rubare, carpire e mai dare. Se dovessi scegliere dei compani di avventura di cui fidarmi, di cui nutrirmi l'anima, la mia scelta si restringerebbe a pochissime persone. Troppo poche. Son stufa di non ricevere nessuna gratificazione umana da chi mi attornia, son stufa d'esser tacciata a volte di presuntuosa, strana o disadattata. Ma da chi poi? da gente che ha camminato nelle mie scarpe? o che ha vissuto qualcosa di simile? no, da gente che giudica e basta. Non si può semplicemente tentare di capire a volte, senza emettere certezze o giudizi? non si può tentare di entrare in empatia con le persone? sembra per forza che il cercho ogni volta debba quadrare! che tutto sia assoluto, che se la chiave è troppo larga per la toppa e non entri sia qualcosa di disdicevole, brutto, disarmonico, da buttare, dimenticare o peggio ancora condannare. Ma io non voglio correre in questa competizione. Io voglio scendere perchè a piedi raggiungo da sola le mie mete. Ora che ho visto il fuori, non mi va più il dentro. Assurdo. Come un evaso che voglia tornare in carcere e non prefrisca la latitanza! o come uno che scorga il cielo dalla scatola e richiuda spaventato il coperchio. Assurdo come un bimbo che nasce e venga ricacciato nell'utero materno. Son pazza se voglio sentirmi viva? se voglio esser stimolata, mettermi alla prova, capire? E' tutto un ciclo, di peccato ed espiazione o forse quest continua e inesauribile.

Thanx Cathey, sister



in ?quotidiane maree?

lunedì, 13 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti

                                        

ma c'è qualcosa per cui valga davvero la pena vivere? più m'immergo nella conoscenza dell'essere umano più mi delude. La purezza si contamina ogni giorno di più e anche la rotondità della bellezza s'incrina e assume forme inaspettate. Tutto scorre, niente rimane. Anche l'attimo muore nella sua fugacità e a noi non resta che ricordarlo, pensare a come sarebbe bello eternarlo, ritornarci, riviverlo. Bellissima impossibilità, tremenda, decadente poichè tutto alla fine s'accartocia e muore. Anche noi ci avvitiamo su noi stessi per aggrapparci poi a qualcosa che pende nel baratro. Tutto ciò che non mi delude è per forza insolito, bello nella sua unicità. Invece la grande madre ha un amore infinito. Goccia dopo goccia nasce qualcosa di solido, di grandioso, durevole: le concrezioni. Nate dallo stillicidio costante, imperterrito e amoroso delle minuscole perle che nel silenzio cadono dal tetto delle grotte e dal quasi impalpabile, da ciò che scorre, forma qualcosa di solido e duraturo. Lì, nel ventre della terra, al silenzio, nell'umido più estremo, viene cesellato il grande arredamento. Loro, così longeve e maestose non fan chiasso. Lavorano al buio, di nascosto, lontano dal nostro presuntuoso vociare. "son magnifiche esperienze mistiche". Dovremmo ricordarci della nostra puerile arroganza nel guardare le grotte. Io ammiro in esse il trascendente. SENZA PAROLE. Son ammirata, commossa, piena d'energia, felice come un bambino che si fa trascinare dal vento per la prima volta. Vivrei solo per la purezza della natura, godendo della sua energia, sapendo che lei non mi lascerà mai sola.

                                               



in ?la terra abbracciata dal mare?

domenica, 12 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti (1)

I wanna make a statue to the "old lady". And now that I've confirmed everything again about human nature, I shall never forget and always "play the game"!!!

"L'assenza assoluta di un fardello fa si che l'uomo diventi più leggero dell'aria, prenda il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall'esser terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movienti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? la pesantezza o la leggerezza? Questa domanda se l'era posta Parmenide nel sesto secolo avanti Cristo. Egli vedeva l'intero universo diviso in coppie di opposizioni: luce-buio, spesso-sottile, calso-freddo, essere-non essere. Uno dei due poli era per lui positivo (la luce, il caldo, il sottile, l'essere),l'altro era negativo. Questa suddivisione in un polo positivo e uno negativo può apparirci di una semplicità puerile. Salvo in un caso: che cos'è positivo, la pesantezza o la leggerezza? Parmenide rispose: il leggero è positivo, il pesante è negativo. Aveva ragione o no? Questo è il problema. Una sola cosa è certa: l'opposizione pesante-leggero è la più misteriosa, e la più ambigua fra tutte le opposizioni.

(...) di nuovo gli venne fatto di pensare che Tereza era un bambino messo da qualcuno in una cesta spalmata di pece e affidato alla corrente. Non si può certo lasciare che una cesta con dentro un bambino vada alla deriva sulle acque agitate di un fiume! Se la figlia del Faraone non avesse tratto dalle acque la cesta col piccolo Mosè, non ci sarebbero stati l'Antico testamento e tutta la nostra civiltà! Quanti miti antichi hanno inizio con qualcuno che salva un bambino abbandonato! se Polibo non avesse accolto presso di sè il giovane Edipo, Sofocle non avrebbe scritto la sua tragedia più bella! Tomas allora non si rendeva conto che le metafore sono una cosa pericolosa. Con le metafore è meglio non scherzare. da una sola metafora può nascere l'amore."

M. Kundera "L'insostenibile leggerezza dell'essere"



in ?sofismi?

sabato, 11 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti

E' sabato sera e sto per emigrare verso la mondanità algherese anche se la stagione è ormai finita. E' sabato sera e sto bene, bisogna ricordare anche ciò e non solo i momenti grigi. E' sabato sera e non me ne frega niente di lui, nessuno dei due lui... Ma poi non esiste nessun Lui degno di pensieri, di dimenticare i giochi.

Ora ho solo voglia di fare un pò l'eremita dopo un'estate mondana. "andai nei boschi per vivere con saggezza e profondità, per succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte di non esser mai vissuto".



in ?quotidiane maree?

martedì, 07 settembre 2004
Thulcky ♪ commenti (8)

Ieri ho ascoltato le Invenzioni a due e tre voci di Bach suonate da Glenn Gould...e sempre, in quei ripetitivi momenti di vuoto della vita, quei momenti solitari, di passaggio, di attesa, sempre trovi l'eterna amicizia della musica. The genius, Glenn Gould

Glenn Gould e Bach, un binomio perfetto. Geometria, equilibrio, solidità, razionalità, estasi. In una parola: armonia. Non è possibile non sentirsi rapiti dalle composizioni di Bach, dal trascendente della sua musica sacra, dalla rassicurante, incrollabile struttura.

La musica. Tutto questo è possibile solo in lei. L'unica cosa fisica che più si accosti all'ineffabile, al linguaggio dell'anima. Glenn Gould era un eccentrico solitario genio. Non un prototipo romantico dal classico binomio "genio e sregolatezza", ma un apassionato geometra di armonie. Amava i climi nordici, la profondità dell'isolazione(fra desolazione e isolamento), la passione per il piano...Solo chi ha patito sulla tastiera per ore in cerca della perfezione, At the pianodel dettaglio, in ascesi con Bach o soffrendo insieme a Beethoven, può capire cosa sia nel profondo il legame con qualcosa di universale che ti fa sentire a volte limitato e inesistente, a volte parte d'un grande abbraccio che continua dal passato, come una "armonia dell sfere celesti"



in ?sofismi?

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